Il Blog del Gargano

Informazioni e Curiosità sul Gargano

Feb 13, 2009

Carpino tra Ulivi e relax

Piccolo ma prezioso borgo adagiato su di una dolce altura, completamente immerso nel rigoglioso verde degli ulivi, a pochi chilometri di distanza sia dal Lago di Varano che dalla Foresta Umbra, Carpino è la meta ideale per chi desidera rigenerarsi dalla frenesia della vita cittadina: in luoghi incontaminati e suggestivi è possibile ritrovare la calma e la tranquillità spesso negate dalla vita quotidiana.
A Carpino, infatti, si scopre un ambiente semplice e tradizionale dai sapori autentici e genuini. Famosissime sono le sue pregiate colture olivicole che le valgono il titolo di Città dell’Olio. Molto prelibati sono anche agrumi ed ortaggi, specialmente le famose fave di Carpino. Altro settore trainante è quello dell’artigianato, soprattutto per quanto concerne la lavorazione del legno e la tessitura che viene praticata a mano su telai dell’Ottocento.
Il nome del paese, inoltre, è legato a quello di una danza popolare, la tarantella garganica, accompagnata sempre dal suono della chitarra battente a cinque corde, resa celebre dai famosi Cantori di Carpino. D’estate, ogni anno, il paese ospita una rassegna di musica popolare, il Carpino Falk Festival, che perpetua la tradizione delle antiche ballate del territorio ed attrae appassionati da ogni angolo dell’Italia.
Le origini di Carpino sono avvolte nell’ombra. Il borgo sembrerebbe essere stato fondato da alcuni profughi della vicina colonia romana di Uria anche se il suo nome appare per la prima volta soltanto nel 1158 in una Bolla Papale. Il nucleo antico si caratterizza per la presenza di ripide stradine che gravitano attorno ai ruderi del Castello svevo. Degne di essere visitate sono la trecentesca Chiesa di San Cirillo e la Chiesa Madre risalente al XVII secolo.

Feb 7, 2009

Le tradizioni: Cagnano Varano

Immersa nel verde di boschi, pascoli e uliveti, Cagnano sorge su di una collina a ridosso del Lago di Varano nella parte settentrionale del promontorio garganico. Il centro di antica formazione, fondato secondo la tradizione dai cittadini della mitica colonia romana di Uria, si impone oggi come vivace meta turistica e balneare grazie alla vicinanza dello specchio d’acqua ed alla presenza di numerosi campeggi, alberghi e villaggi.
Il nucleo storico, protetto da ampie mura di cui sono ancora visibili i resti, si sviluppava a ridosso del Palazzo Baronale di epoca normanna e della Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Pietà e si raccoglieva sullo sperone roccioso fra il torrente Varano ed il fosso di San Francesco: solo successivamente si sarebbe avuta l’espansione dell’abitato lungo le pendici meridionali della collina.
Le antiche abitazioni popolari, tinteggiate di bianco in stile mediterraneo, si addossavano le une alle altre per far fronte agli effetti dei freddi venti invernali. Fra i luoghi di interesse culturale vanno segnalati il Convento e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie dei Padri Riformati francescani, fuori le mura, ed il Museo Giannetta che ospita numeri reperti e testimonianze della civiltà di contadini e pescatori.
A tre chilometri da Cagnano si trova la Grotta in cui sarebbe apparso l’Arcangelo Michele: la cavità carsica, arredata con nicchie ed altari che ricordano quelli di Monte Sant’Angelo, è eletta a santuario da una moltitudine di pellegrini attratti anche dalla Pila di Santa Lucia, una piccola cavità che raccoglie l’acqua originata dallo stillicidio della grotta e che la devozione popolare ritiene curatrice delle malattie degli occhi.

Nov 13, 2008

Mattinata, a sud del Gargano.

Mattinata sorge nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, adagiata su due gradevoli collinette verdeggianti di ulivi secolari e racchiuse nel caldo abbraccio fra l’Adriatico ed i monti che premurosamente la proteggono dai venti. La felice posizione le regala un clima dolce e mite, che favorisce una vegetazione rigogliosa e lussureggiante. Fiori e piante spontanee, vero tripudio di profumi e colori, rivestono valli, altipiani e la ridente pianura che conduce al mare.

Il paese, con le sue case candide adagiate sulle sommità di Castelluccio e Coppa della Madonna, è stato paragonato, per la sua forma, ad una farfalla che si libra sui due poggi. Il nucleo storico presenta una struttura regolare a scacchiera e conserva ancora tracce delle sue antiche abitazioni.
Nella via principale si affaccia la vecchia farmacia in cui sono conservati ed esposti diversi reperti archeologici ed oggetti etnografici della cultura dauna e garganica.

La maggior parte del patrimonio storico-culturale del paese, però, è custodito ed esposto nel Museo Civico che raccoglie molti oggetti provenienti dagli antichi insediamenti e dalle numerose necropoli scoperte attorno al paese ed alcuni blocchi lapidei su cui sono impresse orme di dinosauri. Nella zona del porto, invece, è possibile ammirare le tracce dell’antica Matinum, ed in particolare i resti di Villa Agnuli, una villa di epoca romana.
La costa rocciosa che corre da Mattinata a Vieste, rivestita dalla macchia mediterranea, si presenta per lunghi tratti con pareti a picco sul mare alte e continue che, di tanto in tanto, si modulano in insenature, cale, baie, grotte ed anfratti spesso ancora inesplorati. Nella Baia delle Zagare la candida roccia arriva a confondersi col bianco della sabbia di una spiaggia attrezzata ed elegante, con vista mozzafiato sui pittoreschi faraglioni.

Nov 13, 2008

La città di Manfredi…

Nel punto più meridionale del promontorio pugliese, a circa 50 km da Foggia, Manfredonia si affaccia sulle acque dell’Adriatico, nel luogo in cui la costa garganica si inarca dando vita al golfo che porta il suo stesso nome, ricordo ed eterno omaggio al re svevo, figlio di Federico II, che a metà del XIII secolo ne iniziò la fondazione al fine di dare ricetto agli abitanti della vicina Siponto, sopravvissuti ai saraceni e ad un violentissimo sisma.
La Porta del Gargano conserva tracce assai evidenti delle sue nobili origini nel suo nucleo antico in cui è ancora visibile l’originario impianto medioevale, un tracciato di strade disposte a scacchiera all’interno della scomparsa cinta muraria, di cui rimangono soltanto alcune torri. Perfettamente conservato, invece, è il castello voluto da Manfredi, completato dagli angioini e perfezionato dagli aragonesi, che grandeggia maestoso ed imponente in prossimità del molo.
Il possente edificio, composto da un maschio a pianta quadrata, protetto da una spessa cinta muraria munita di tre torri cilindriche ed un bastione poligonale, è oggi sede del Museo Nazionale del Gargano che custodisce ceramiche e bronzi delle civiltà protostoriche della Daunia, venuti alla luce nel corso di scavi a Monte Aquilone, a Monte Saraceno, a Coppa Nevigata, e, in particolare, nella piana di Siponto, in cui sono state rinvenute le famosissime stele funerarie.
Poco distante dal Museo, in Piazza Giovanni XXIII, la candida Cattedrale intitolata a San Lorenzo Maiorano, innalzata nel Seicento sulle rovine di una preesistente costruzione gotica, è un mirabile esempio di barocco pugliese. Manfredonia, però, non è soltanto una città che si distingue per il suo patrimonio artistico: chi desidera coniugare la vacanza culturale al soggiorno balneare potrà facilmente spostarsi a Lido Siponto, incantevole ed attrezzato centro turistico e balneare.

Oct 30, 2008

Rodi, il paese degli agrumi

Arroccato su di un promontorio roccioso, avvolto dal ‘soave odor degli aranceti’ ed immerso nel verde di pinete ed uliveti, Rodi è uno dei più importanti centri turistici che si sviluppano lungo la costa settentrionale del promontorio garganico. L’eccellente qualità delle acque cristalline che bagnano le sue spiagge sabbiose le ha spesso valso il conferimento della Bandiera Blu, rinomato riconoscimento della Foundation for Environmental Education.
La zona fu abitata fin dall’antichità, come sembrerebbe attestare anche la leggenda che lega il suo nome ad alcuni marinai provenienti da Rodi che l’avrebbero occupata nell’VIII secolo. I resti ancora visibili della cinta muraria documentano, invece, la presenza romana. Il centro storico si configura come groviglio di vicoli disseminati di edicole votive, scalette, archi e case addossate le une alle altre.
Le abitazioni, munite di maestosi comignoli, si stringevano, un tempo, attorno al castello aragonese di cui sopravvivono soltanto due torri che servivano ad avvistare i frequenti attacchi provenienti dal mare. Nella zona conosciuta come Vuccolo, dove anticamente sorgeva una chiesetta intitolata a San Michele Arcangelo, le donne si sporgevano a chiamare gli uomini impegnati a riparare le reti da pesca.
Fra i più interessanti luoghi di culto va segnalato il Convento Cappuccino, dal bellissimo chiostro, che, eretto nel Cinquecento, è il più antico del Gargano. Il Santuario della Madonna della Libera, invece, deve la sua fama al dipinto di scuola veneta che custodisce al suo interno, raffigurante la Madonna in trono con Bambino: una leggenda racconta che nel 1453 sarebbero stati i veneziani, per volontà divina, a donare il quadro proveniente dall’Oriente alla popolazione di Rodi.

Oct 30, 2008

Vico del Gargano

Disteso su di un placido colle, Vico domina la costa nord del Gargano, ricadendo per buona parte nel territorio della Foresta Umbra. Le sue origini sono molto antiche, così come dimostrano gli insediamenti preistorici del Monte Tabor e di Coppa d’Ischio e la necropoli di Monte Pucci. Il nucleo medioevale doveva essere dominato dal Castello federiciano, la cui presenza è attestata soltanto da un torrione ed alcuni ambienti coperti da volta a crociera.
Il centro storico, gravitante attorno al fortilizio e racchiuso da mura, si caratterizza per la singolare posizione delle abitazioni che si dispongono a schiera seguendo l’andamento naturale del terreno; il suggestivo borgo, luogo ideale per rilassanti e stimolanti passeggiate, oltre che valida alternativa alla vacanza balneare, si estende sui due fianchi del rilievo in direzione del mare e di San Menaio.
Accanto al castello, a coronamento dell’altura, fu innalzata la chiesa intitolata alla Beatissima Vergine Assunta che rappresenta la parrocchiale più antica di Vico e che a metà del Settecento fu insignita del titolo di Collegiata; l’edificio a tre navate impreziosisce la semplice facciata, sormontata da un timpano triangolare, per mezzo di un’ariosa torre campanaria a pianta quadrata ed una grande cupola a costoloni.
Al Settecento, periodo di grande risveglio culturale ed economico per i vichesi, risale la fondazione dell’Accademia degli Eccitati e l’edificazione di numerosi palazzi e chiese all’interno della cinta muraria. A nord est dell’abitato si trova il Convento dei Cappuccini che, immerso in un territorio ricco di acque sorgive che consentono l’impianto di agrumeti, racchiude un incantevole chiostro di architettura francescana. Ciao a tutti da Vico del Gargano

Oct 25, 2008

Padre Pio e San Giovanni Rotondo

Adagiato alle pendici del Monte Calvo, nell’entroterra del promontorio garganico, il paese deve il suo nome ad un antico battistero edificato dai Longobardi ed intitolato a San Giovanni, detto la Rotonda per la sua pianta di forma circolare. Sviluppatosi nell’XI secolo lungo la via sacra che conduce alla Grotta di San Michele Arcangelo, San Giovanni Rotondo è sempre stato luogo di pellegrinaggio.

Ancora oggi è un noto centro religioso nel Parco Nazionale del Gargano, associato alla figura di Padre Pio, il santo al cui nome sono legate anche alcune importanti opere architettoniche, come la Via Crucis che, facendosi strada fra un pineto, sale le pendici del monte Castellano scandita da edicole e bronzi opera dello scultore Francesco Messina; i suoi tornanti si incrociano diverse volte con un’ampia scalinata che conduce direttamente al piazzale della Risurrezione.
Uno dei simboli della città, oltre che tappa irrinunciabile dell’itinerario religioso, è il Convento dei Cappuccini, eretto nel Cinquecento a spese dei sangiovannesi e dimora di Padre Pio; la sua celletta custodisce ancora gli arredi, le suppellettili ed i suoi pochi ed umili oggetti personali. La Chiesa del convento, grandiosa e semplice allo stesso tempo, è stata progettata dall’architetto Renzo Piano.
Le spoglie del santo, invece, sono custodite nella cripta del Santuario di Santa Maria delle Grazie, la cui edificazione risale al 1968 e che costituisce un unico corpo con un’antica chiesetta omonima. Anche il nucleo antico della città, in cui sono ancora visibili alcune delle torri che facevano parte della cinta muraria voluta da Federico II, è ricco di luoghi di culto, come le Chiese di Sant’Orsola e Sant’Onofrio e la Cappella della Madonna di Loreto.

Oct 18, 2008

L’Arcangelo e Monte Sant’Angelo

Monte Sant’Angelo, abbarbicato ai margini della Foresta Umbra su di un costone roccioso in posizione panoramicissima sul golfo di Manfredonia, con la sua storia, le sue bellezze paesaggistiche ed architettoniche, la buona cucina è una delle località più popolari del Gargano. Il suo nome è legato a quello dell’Arcangelo Michele che, si narra, apparve per tre volte in una grotta fra il V e l’XI secolo.
Furono i longobardi ad alimentarne e diffonderne il culto, facendo del paese una importantissima meta di pellegrinaggio. Sul luogo dell’apparizione sorge un Santuario: varcato un doppio portale gotico, di cui la parte sinistra è imitazione moderna di quella destra, una scala scavata nella roccia conduce all’atrio della chiesa; il portale d’accesso si fregia di due battenti in bronzo fusi a Costantinopoli nel 1076, dono di un nobile amalfitano.
L’interno ad aula unica si collega alla grotta dell’apparizione. Il massiccio campanile di forma ottagonale che svetta all’esterno fu innalzato da Federico II come torre di avvistamento e trasformato da Carlo I d’Angiò in torre campanaria nel 1274. Poco lontano dal Santuario di San Michele sorge un antico battistero romanico dal portale preziosamente scolpito, noto come Tomba di Rotari.
Nella zona nordorientale dell’abitato si staglia la mole gigantesca del Castello che si presenta come un sistema composito: eretto dai normanni, ma ampliato da Svevi ed Aragonesi, risulta dotato di torri diverse per forma ed epoca di realizzazione; la più antica è la Torre dei Giganti, pentagonale. A pochi chilometri del nucleo urbano è possibile visitare i ruderi dell’antica Abbazia di Santa Maria di Pulsano, immersa in uno scenario roccioso estremamente suggestivo.

Oct 18, 2008

Peschici, a strapiombo sul mare…

Abbarbicato su di un’alta rupe a picco sul mare, in posizione dominante rispetto allo spettacolare litorale sabbioso, Peschici è un frequentatissimo centro balneare estivo pe le vacanze sulla costa garganica. Fu fondato nell’XI secolo da un manipolo di soldati slavi inviati nella zona da Ottone I per far fronte alla minaccia dei saraceni: anche il toponimo sembrerebbe confermare le origini slave, dal momento che il nome del borgo deriva, molto probabilmente, dal termine pesek, che significa sabbia.
Lungo la costa si possono ammirare ancora alcune delle torri di avvistamento erette nel Cinquecento per difendere il territorio dai frequenti attacchi provenienti dal mare. Il nucleo antico di Peschici, come quello di Vieste, è circondato da mura a tratti ancora visibili e si caratterizza per la presenza di suggestivi vicoletti che si snodano fra piccole costruzioni di età medioevale rivestite di calce bianchissima, spesso scavate nella roccia e terminanti con copertura a cupola.
Sulla punta estrema della rupe si leva il piccolo castello innalzato durante la dominazione normanna e rimaneggiato in epoca moderna, ma ancora conosciuto come Rocca Imperiale in riferimento al periodo di grande splendore che conobbe con Federico II di Svevia. Nella piana di Calena, alle spalle del porticciolo, si trova uno dei più importanti monumenti del Gargano, l’Abbazia di Santa Maria, costruita nella prima metà dell’XI secolo e storicamente legata all’Abbazia delle Trémiti.
A due chilometri dal centro del paese si può visitare il Santuario intitolato alla Madonna di Loreto, la cui costruzione, secondo una leggenda popolare, fu voluta da alcuni pescatori per ringraziare la Vergine di essere miracolosamente accorsa in loro aiuto durante una terribile tempesta. Lungo la costa i pescatori di Peschici hanno lasciato un’altra impronta estremamente suggestiva: i trabucchi, ingegnose macchine da pesca, riconosciuti preziosi tesori del Gargano meritevoli di tutela.

Oct 2, 2008

Vieste, come un’isola nell’Adriatico

Situata all’estremità orientale del Gargano, distesa su di un promontorio roccioso verdeggiante di ulivi, querce e faggi che si incunea nell’Adriatico, l’antica Apeneste è oggi il centro turistico più rinomato del Gargano grazie, soprattutto, alla sua incantevole costa, ricca di baie, anfratti, grotte e spiagge attrezzatissime affollate in estate. Icona di Vieste è Pizzomunno, il bianchissimo e solenne macigno che si leva solitario sulla Spiaggia del Castello.
Se in realtà il monolito è frutto dell’inarrestabile opera di erosione esercitata per secoli dagli agenti atmosferici e dal mare, secondo una leggenda locale Pizzomunno sarebbe un pescatore che le sirene avrebbero trasformato in roccia, perché gelose dell’amore che il giovane avrebbe nutrito per una fanciulla del popolo, e che ogni cento anni in una notte di plenilunio acquisterebbe di nuovo le sue sembianze umane.
Arroccato sulla penisola di San Francesco, il nucleo antico, contenuto entro le mura medioevali, conserva ancora il suo impianto originario. L’abitato, con il suo groviglio di scalette e viuzze, si sviluppa attorno al Castello innalzato da Federico II sulle rovine di un maniero di età angioina: la pianta triangolare mostra in corrispondenza degli angoli tre bastioni a ‘punta di lancia’ che inglobano quelli più antichi di forma circolare.
A pochi metri dal castello, lungo lo scalone dell’Arcivescovado, svetta la Cattedrale dedicata all’Assunta significativo esempio di stile romanico pugliese, eretta nell’XI secolo su di un preesistente tempio pagano; il maestoso Campanile in stile barocco, invece, fu costruito nel XVII secolo. Nei pressi della basilica è possibile vedere, inoltre, la chianca amara, la pietra su cui nel 1554 centinaia di viestani furono decapitati dal corsaro Dragut.

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